Nel video l’intervista a Maurizio Denitto, Fit CISL Modena

Basta un solo incidente, anche lieve, per perdere fino al 40% del premio annuale. È questo il punto che ha acceso lo scontro tra sindacati e Seta, l’azienda del trasporto pubblico che opera tra Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Il nuovo sistema, entrato in vigore dal primo aprile, riguarda centinaia di autisti e un premio medio di circa 800 euro l’anno. Una misura che la Fit-Cisl definisce senza mezzi termini “una tassa sulla stanchezza”.
Secondo il sindacato, il rischio è quello di penalizzare lavoratori già alle prese con turni pesanti, straordinari e condizioni di guida spesso difficili, tra traffico e viabilità complessa. In passato erano previste soglie di tolleranza: il premio restava intatto entro certi limiti di sinistri. Ora invece la decurtazione scatta subito, anche per danni minimi. Il sindacato denuncia, quindi, di essere stato escluso dalle trattative e annuncia il proprio sostegno al referendum del 21 aprile, quando saranno gli autisti a esprimersi direttamente sul nuovo accordo. Di segno opposto la posizione di Seta. L’azienda respinge le accuse e difende la scelta: il sistema, spiega, non punisce ma premia chi guida con maggiore attenzione, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza per lavoratori e passeggeri. Uno scontro quindi aperto, che ora passa dalle trattative al voto, con i lavoratori chiamati a decidere su una misura che incide direttamente sul loro salario.