Ogni conferimento extra di rifiuto indifferenziato costa 1,65 euro.
È questa la misura più immediata della Tariffa corrispettiva puntuale, entrata in vigore in città dal 1° gennaio. Sostituisce la Tari e lega il costo dei rifiuti alla quantità e alla qualità dei conferimenti. Ogni utenza domestica ha un numero annuo di conferimenti di indifferenziato già inclusi nella tariffa, calcolato in base ai componenti del nucleo familiare: dai 20 conferimenti per le persone sole fino a 40 per le famiglie con cinque o più membri, considerando i cassonetti stradali da 30 litri. Superata tale soglia, scattano i costi aggiuntivi per ogni apertura di cassonetto. Carta, plastica, organico e vetro restano invece senza limiti. La tariffa si compone di tre quote: la quota fissa e quella normalizzata, calcolate sui metri quadri dell’abitazione e sul numero di residenti, coprono i costi dei servizi generali di raccolta e pulizia urbana. La quota variabile riguarda invece esclusivamente lo smaltimento dell’indifferenziato, incentivando la riduzione dei rifiuti e il corretto conferimento. Il sistema prevede numerose agevolazioni per circa venti categorie specifiche: dalle famiglie con bambini piccoli, agli utenti con esigenze sanitarie particolari, ma anche proprietari di animali, a chi pratica il compostaggio domestico o di comunità, a chi conferisce presso i centri di raccolta. In questi casi sono previste franchigie o conferimenti aggiuntivi inclusi nella tariffa, per rispondere a esigenze specifiche senza penalizzare l’utente. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre l’indifferenziato, contenere i costi ambientali e di smaltimento e orientare la cittadinanza verso comportamenti più sostenibili.