Ha dichiarato di essere stato minacciato e per paura di ripercussioni verso sé stesso e la propria famiglia, ha scelto il male minore: non fare domande. Questo è quello che ieri al carcere Sant’Anna di Modena ha raccontato Andrea Balugani, il titolare del compra oro di Castelfranco Emilia accusato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine, arrestato nell’ambito delle indagini relative alla Strage avvenuta l’8 dicembre scorso nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Nell’interrogatorio avvenuto ieri, a distanza di un mese e mezzo dagli arresti, Balugani ha preso le distanze dal gruppo di giovani e agli inquirenti ha raccontato di averli conosciuti circa un anno fa. All’inizio ha dichiarato che i ragazzi portavano al suo “Compro Oro” oggetti di poco valore da rivendere, provenienti probabilmente dalle famiglie, tutto però era regolamentato da documenti. Poi però la situazione sarebbe improvvisamente precipitata e verso l’inizio del 2019 le visite della banda sarebbero diventate sempre più frequenti e con oggetti di maggior valore. Inoltre secondo il racconto di Balugani, i giovani non volevano farsi identificare.

Insospettito della situazione che si era venuta a creare avrebbe chiesto chiarimenti ai ragazzi che a quel punto lo avrebbero intimidito con minacce anche da parte  di alcuni amici della banda dello spray. Così anche se consapevole della provenienza sospetta della merce, per paura avrebbe deciso di non parlare.

 

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