Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in vista delle elezioni regionali è pronto a riaprire i punti nascita in Appennino, chiusi due anni fa dallo stesso Assessore alla Sanità Sergio Venturi. In quell’occasione i punti nascita con meno di 500 parti l’anno, tra cui quello di Pavullo, vennero chiusi per quelle che vennero definite ragioni di sicurezza. Oggi, sembra che il presidente voglia fare un passo indietro. Bonaccini ha infatti chiesto un incontro specifico con il ministro della Salute Roberto Speranza e con tutte le altre Regioni, per “approfondire con lui la ricaduta sociale che la chiusura di alcuni Punti nascita, sulla base dei parametri oggi in vigore, sta comportando sulle comunità locali, in particolare nelle zone montane e nelle aree interne”. La Regione, dopo la chiusura sostenuta da Venturi e dallo stesso Bonaccini, si dice pronta a una revisione dei parametri nazionali e a “garantire le strutture e il personale necessario per i Punti nascita qualora dovessero cambiare i requisiti richiesti”. Si parla in particolare delle strutture di Porretta Terme, di Pavullo, di Borgo Val di Taro e Castelnovo de’ Monti, chiuse perché i parti erano troppo pochi. Nel modenese, le partorienti dell’Appennino sono state dirottate all’ospedale di Sassuolo, struttura ritenuta troppo lontana secondo i comitati che negli ultimi anni si sono battuti per riaprire il punto nascite di Pavullo. Una lunga lotta rimasta pressoché inascoltata fino ad oggi, quando, a pochi mesi dalle elezioni, il nodo dei punti nascite per il presidente Bonaccini torna ad essere rilevante.

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