La sicurezza nelle stazioni ferroviarie resta un tema centrale a Modena e in tutta la regione. Dopo i recenti episodi di degrado e le quasi quotidiane segnalazioni nelle aree limitrofe allo scalo cittadino, l’attenzione delle forze dell’ordine è stata rafforzata. Negli ultimi mesi poi sono stati intensificati i controlli nella zona rossa e nei punti più sensibili, con servizi mirati contro spaccio, microcriminalità e irregolarità sul territorio. Un’attività che rientra in un monitoraggio più ampio a livello provinciale e regionale. Un’attenzione cresciuta ulteriormente dopo l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, avvenuto poco più di un mese fa a Bologna. Il suo assassino, prima del delitto, era transitato anche dalla stazione di Modena, un elemento che ha riacceso i riflettori sulla sicurezza degli scali ferroviari lungo tutta la linea. Proprio a Bologna, in Prefettura, si è svolto un vertice con i sindacati dei trasporti, le forze dell’ordine e i vertici di Ferrovie dello Stato. Nello scalo del capoluogo sono stati messi in campo servizi straordinari che hanno portato a sei arresti, dieci accompagnamenti alla frontiera e circa seicento persone identificate, oltre al potenziamento di videosorveglianza e illuminazione. Interventi giudicati positivi, ma non sufficienti. Dal confronto è emersa la richiesta di soluzioni strutturali: maggiore presenza stabile della Polizia Ferroviaria, presìdi continui e azioni coordinate contro degrado e marginalità.
Un’esigenza che riguarda Bologna ma anche Modena, dove l’obiettivo resta lo stesso: garantire più sicurezza a chi lavora in stazione e ai tanti pendolari che ogni giorno utilizzano il servizio ferroviario.







































