Il più salomonico è Alfred Duncan, con il suo “No words”, senza parole: l’Epifania lascia l’amaro in bocca al Sassuolo dopo la sconfitta di Genova. La settima rimonta subita nei minuti finali, con 13 punti dilapidati, non solo preoccupa tanto dal punto di vista della tenuta psicologica della squadra, ma lascia anche la sensazione di una scarsa tutela e di un diverso peso specifico del Sassuolo tra le squadre in lotta per la salvezza. Perché se è vero che contro Parma e Fiorentina si è visto un Sassuolo non all’altezza, soprattutto nella ripresa, contro Napoli, Juventus, Lazio e Cagliari è stata la pressione avversaria a mettere in difficoltà i neroverdi. Ma contro il Genoa si è visto una delle migliori prove della stagione, vanificata da decisioni arbitrali a dir poco discutibili che hanno fatto infuriare piazza Risorgimento. Il rigore su Sanabria, che De Zerbi ha definito scandaloso, era obiettivamente inesistente e il Var, se consultato, avrebbe smascherano la simulazione. Var che, invece, è stato utilizzato per annullare la rete di Djuricic che, vista e rivista alla moviola, ancora lascia dubbi. Per non parlare del fallo su Berardi, che ha iniziato il contropiede che ha portato alla rete di Pandev. Il Sassuolo sul campo non protesta ma poi esplode, come successo nel tunnel degli spogliatoi a Berardi, a gara terminata, con il talento di Reggio Calabria che rischia una lunga squalifica. Perché quando piove lo fa sempre sul bagnato: allo scontato forfait del capitano, domenica a Udine, si aggiungeranno le assenze di Locatelli, squalificato, e Duncan infortunato: un 2020 che per il Sassuolo non poteva iniziare nel peggiore dei modi.

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