Con l’anno nuovo gli effetti della legge di Bilancio si fanno subito sentire, e per famiglie e lavoratori arrivano i primi rincari. Aumenti non clamorosi singolarmente, ma che messi insieme finiscono per pesare. Si parte dai carburanti. Dal primo gennaio c’è stato il riallineamento delle accise: il gasolio aumenta di quattro centesimi al litro, che diventano circa cinque con l’Iva. Per un pieno la spesa cresce di oltre due euro. Su base annua, per chi usa l’auto ogni giorno, l’impatto può superare i 60 euro. La benzina, invece, scende solo marginalmente: il taglio delle accise è stato in gran parte assorbito dai prezzi alla pompa, con benefici minimi per gli automobilisti.
Aumentano anche i costi dei viaggi in autostrada. Per molte tratte scatta la l’adeguamento del piano tariffario, con un incremento medio dell’1,5%. Un rincaro che pesa soprattutto su pendolari e lavoratori che percorrono spesso la rete autostradale.
Dal nuovo anno anche fumare costerà di più. Da gennaio, infatti, il prezzo delle sigarette sale in media di 15 centesimi a pacchetto. Si tratta del primo passo di un incremento progressivo che continuerà nei prossimi due anni, coinvolgendo anche il tabacco trinciato e le sigarette elettroniche. Un aumento graduale, ma destinato a farsi sentire soprattutto per i fumatori abituali.
Infine, attenzione anche allo shopping online. Da inizio mese è entrata in vigore una tassa da 2 euro sui pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea sotto i 150 euro. Una misura che rischia di tradursi in prezzi più alti per chi acquista sulle piattaforme di e-commerce internazionali.
Aumenti contenuti, ma trasversali, che segnano un avvio d’anno più caro per consumatori e famiglie.







































