Era il 2 novembre scorso, migliaia di giovani dentro un capannone abbandonato e, all’esterno, il confronto con le forze dell’ordine. Da quella notte nasce ora un caso giudiziario: sei giovani compariranno davanti al giudice il prossimo 25 maggio. L’udienza preliminare si terrà davanti al giudice Barbara Malavasi per i fatti avvenuti durante il rave non autorizzato nell’ex fabbrica Bugatti di Campogalliano. Gli indagati, di età compresa tra i 23 e i 38 anni e provenienti da diverse città tra Emilia-Romagna e Umbria, rischiano il rinvio a giudizio con accuse pesanti: lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, in concorso. Secondo la ricostruzione della procura, durante le operazioni di deflusso dal maxi rave, che aveva richiamato migliaia di giovani da tutta Italia ed Europa, i sei avrebbero tentato di forzare un posto di blocco delle forze dell’ordine per evitare identificazioni e controlli. A bordo di auto e camper, avrebbero accelerato contro gli agenti, costringendoli a spostarsi per non essere investiti. Due poliziotti rimasero feriti. Per questo viene contestata anche l’aggravante dell’uso di un mezzo considerato arma, oltre all’azione compiuta da più persone riunite. Il rave si era svolto all’interno dell’ex stabilimento Bugatti, un luogo simbolo della Motor Valley chiuso dal 1995 dopo il fallimento dell’azienda. Dopo anni di custodia, il sito è stato venduto nel 2022 e oggi si trova in stato di abbandono e totale degrado, diventando nel tempo scenario di eventi abusivi. L’udienza preliminare servirà ora a stabilire se esistono elementi sufficienti per portare i sei imputati a processo. Il caso si inserisce nel quadro delle norme introdotte dal governo nel 2022 contro i rave illegali, che prevedono pene fino a sei anni per chi organizza raduni ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza.





































