Più di tre piccole medie imprese modenesi su quattro, stanno già registrando effetti diretti sulla propria attività a causa del Coronavirus. A pesare è sopratutto la flessione della domanda, ma anche le difficoltà nei rapporti con i fornitori e i problemi logistici. È il quadro che emerge dal questionario che Cna ha sottoposto a 500 aziende del territorio. Le maggiori criticità riguardano quelle che operano nel trasporto delle persone: tutte le imprese di questo settore hanno evidenziato un calo del lavoro. A seguire il turismo con il 90,9%, poi il trasporto merci (87,5%), i servizi alla persona e il commercio, con percentuali attorno all’86%. Quindi la meccanica (72,5%), l’agroalimentare (71,4%) e gli autoriparatori (70%). Chi, per modo di dire, se la passa un po’ meglio sono le aziende dei servizi alle imprese che hanno segnalato un calo del lavoro del 57,1%,  e le costruzioni al 53,3%. Cna chiede un’azione straordinaria per sostenere l’economia tramite la spesa per gli investimenti. Non mega strutture ma piccoli interventi gestiti dai singoli comuni, con importi sottosoglia per favorire il lavoro delle imprese del territorio. Una misura che deve essere integrata con altre, di rilievo territoriale più ampio, a partire da interventi che assicurino la liquidità alle imprese. CNA sollecita la Regione a pensare a fondi rotativi, anche temporanei, che possano essere d’aiuto alle Pmi più in crisi.

 

 

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