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CASTELFRANCO EMILIA, LITE IN STRADA: SUL POSTO I CARABINIERI


Nella notte a Castelfranco Emilia è scoppiata una lite scoppiata in strada per futili motivi: tre le persone contuse e diverse quelle identificate. Sul posto sono intervenute tre pattuglie dei Carabinieri, che hanno gestito con grande professionalità la situazione, e i volontari della Croce Blu di Castelfranco Emilia, Nonantola e San Cesario, che si sono presi cura dei contusi. Presente sul posto anche il sindaco Giovanni Gargano, che ha allertato i soccorsi e seguito da vicino le operazioni.

«Un grazie sincero e profondo ai Carabinieri per la tempestività, la competenza e la dedizione con cui hanno gestito un episodio complesso – dichiara il sindaco -. La loro presenza è fondamentale per la sicurezza della nostra comunità e conferma, ancora una volta, la necessità di un presidio costante del territorio». Il primo cittadino ha ribadito con forza un punto su cui l’Amministrazione si batte da tempo: «Serve più presenza, e a gran voce rinnovo la richiesta di potenziare la Tenenza dei Carabinieri di Castelfranco Emilia. Gli episodi come quello di stanotte dimostrano chiaramente quanto sia urgente intervenire in questo senso».

Il sindaco ha poi annunciato una serie di azioni concrete che saranno avviate già nei prossimi giorni: «Lunedì firmerò una nuova ordinanza con l’obiettivo di limitare ulteriormente episodi di questo tipo e rafforzare gli strumenti di sicurezza a disposizione della nostra comunità. Informerò il Prefetto dell’accaduto, rinnovando la richiesta di potenziamento delle Forze dell’Ordine sul territorio. Inoltre – ha aggiunto Gargano in conclusione – convocherò i rappresentanti delle diverse comunità etniche della città per costruire insieme un percorso educativo che aiuti a prevenire e disinnescare situazioni simili. Nel frattempo, la Polizia Locale metterà a disposizione le immagini utili a ricostruire l’accaduto e continuerà a fornire pieno supporto alle indagini».

UNIONE TERRE DI CASTELLI, TROVATE DUE PICCOLE CENTRALI DI SPACCIO


Nelle scorse settimane, a pochi giorni di distanza, gli agenti della Polizia Locale dell’Unione Terre di Castelli sono stati impegnati sul fronte del contrasto alla detenzione, spaccio ed uso di sostanze stupefacenti, operando un arresto, una denuncia a piede libero e una segnalazione amministrativa.

Lo scorso 20 ottobre, in occasione dei quotidiani controlli appiedati presso l’autostazione di Vignola, gli agenti in servizio hanno segnalato alla Prefettura di Modena un cittadino di origine tunisina trovato in possesso di qualche grammo di hashish.

Qualche giorno dopo, il 23 ottobre, durante un rutinario controllo amministrativo presso l’abitazione di un uomo italiano (classe 1964) a Spilamberto, gli agenti hanno avvertito un forte odore di marijuana provenire dall’abitazione. Una volta entrati nell’abitazione, accertavano la presenza di una piccola centrale di produzione di marijuana: in una camera era presente una piccola serra con lampade alogene e numerosi vasi contenenti marijuana, ramoscelli e radici nonché altri strumenti utili per la produzione e coltivazione della sostanza stupefacente. In un‘altra camera veniva invece rinvenuto materiale vario funzionale al confezionamento della sostanza stupefacente nonché la somma di 1.200 euro in contanti. L’uomo veniva quindi tratto in arresto e, a seguito di udienza di convalida dell’arresto, gli veniva applicata dal Giudice la misura cautelare dell’obbligo di firma.

Infine, in data 25 ottobre, durante un controllo stradale, gli agenti fermavano un veicolo alla cui guida vi era un cittadino italiano (classe 1983), che deteneva due sigarette di marijuana appoggiate sulla leva del cambio. Pertanto, gli agenti estendevano il controllo anche all’abitazione dell’uomo, sita nel Comune di Vignola, dove veniva individuata una piccola centrale di produzione e spaccio di droga. Gli agenti, infatti, trovavano 6 piante di Marijuana, materiale vario per il confezionamento e per la pesatura dello stupefacente, lampade alogene e ventilatori per la coltivazione indoor. L’uomo veniva quindi denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria.

L’uso e lo spaccio delle sostanze stupefacenti costituisce una delle problematiche del territorio che spesso coinvolge persone anche molte giovani. Per questo motivo l’impegno che viene profuso dagli agenti in servizio perlustrativo sul territorio è sempre più alto e  queste attività ne sono l’esempio concreto.  – commenta il comandante della Polizia Locale dell’Unione Terre di Castelli-  Come Polizia Locale stiamo, infatti, cercando di aumentare i controlli sotto questo profilo soprattutto nelle zone più sensibili dei vari territori di competenza al fine di contenere quanto più possibile il fenomeno. Ritengo tuttavia che, al pari delle attività repressive, sia importante incrementare l’attività preventiva soprattutto nei confronti dei ragazzi più giovani all’interno delle scuole. Per questo motivo stiamo implementando i nostri programmi di cultura della legalità con focus legati alle conseguenze che l’uso delle sostanze stupefacenti può determinare.”

MODENA RICORDA L’ECCIDIO IN PIAZZA GRANDE DEI PARTIGIANI PO, PIAZZA E ULIVI

ph©elisabetta baracchi


ph©elisabetta baracchi

Ottantuno fa, il 10 novembre 1944, in piazza Grande vennero fucilati i partigiani Emilio Po, Alfonso Piazza e Giacomo Ulivi. Questa mattina il ricordo dell’eccidio nazifascista ha visto l’omaggio proprio sotto la lapide con i loro nomi da parte del sindaco Massimo Mezzetti, della presidentessa dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Modena Ilaria Franchini e del presidente di Anpi Modena Vanni Bulgarelli. Erano presenti anche alcuni familiari di Emilio Po: la figlia Meri, la nuora Gianna Bunicci con il figlio Marco Po e il nipote.
La lapide, che ricorda Emilio Po, partigiano artificiere della 65° brigata Gap Walter Tabacchi di Modena, Alfonso Piazza, pilota dell’aeronautica che dopo l’8 settembre 1943 decise di non combattere a fianco dei tedeschi e della Repubblica sociale italiana, Giacomo Ulivi, studente universitario di Parma che a Modena aveva trovato rifugio e continuava a distribuire stampa clandestina, fu inaugurata il 10 novembre 1948, nel quarto anniversario della fucilazione, con una cerimonia ufficiale presieduta dal sindaco Alfeo Corassori.
Tutti e tre furono arrestati e selvaggiamente torturati, Emilio Po subì sevizie e tremende ustioni poiché i carcerieri sapevano che era uno dei più importanti organizzatori dei GAP cittadini. La mattina del 10 novembre furono prelevati dalle celle dell’Accademia Militare e scortati con un macabro corteo attraverso via Farini fino all’esecuzione avvenuta tramite fucilazione.

STEFANIA PALMIERI, IN TANTI PER L’ULTIMO SALUTO A LEI E ALLA SUA BAMBINA


Una tragedia che lascia senza parole. Ogni frase è solo una circostanza di fronte al vuoto lasciato a seguito del terribile incidente in A22 che venerdì ha spezzato la vita di Stefania Palmieri e della bambina che portava in grembo. Stefania, modenese di 36 anni, avrebbe partorito questa settimana. Ma lo schianto contro un’autobotte tra Mantova Nord e Nogarole Rocca ha spezzato, di colpo, una famiglia. Oggi parenti e amici si sono stretti nel dolore dando l’addio a Stefania e alla sua piccola, che si sarebbe chiamata Aurora. Il corteo funebre è partito dalla Terracielo Funeral Home, dove erano state allestite le camere ardenti, per arrivare alla Chiesa di San Lazzaro di via Saliceto Panaro, dove si sono svolti i funerali. Stefania si era laureata alla Bocconi e aveva da poco ottenuto una promozione all’interno di un’importante azienda di abbigliamento. Per due anni aveva vissuto a Padova con il compagno, lavorando a Dolo, nel veneziano, poi la sua gravidanza, valutata come a rischio, l’aveva spinta a tornare a Modena insieme ai genitori, per passare in tranquillità gli ultimi mesi prima del parto. Il tragico incidente è avvenuto mentre la 36enne stava andando a trovare alcuni parenti, a Verona. Un viaggio senza ritorno, che ha lasciato increduli e sgomenti la famiglia, a partire dal papà Beniamino Palmieri, noto medico modenese, e chiunque l’abbia conosciuta.

SPRAY NELLA MOVIDA, IL COMITATO: “FRUTTO DELLE SCELTE DELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE”


Nel video l’intervista a Giuliano Zanni, Presidente Comitato Centro Storico

Fine settimana di caos e sirene accese nel cuore della movida: ancora un’ambulanza nei pressi di via Gallucci. A poco più di tre settimane dai controlli straordinari con Polizia di Stato, Polizia Locale e unità cinofile impegnate a presidiare il centro, la situazione resta critica. Sabato notte una decina di giovani ha spruzzato spray urticante in mezzo alla folla, provocando bruciori, tosse e panico tra i presenti. Decine di persone, tra passanti e clienti dei locali, hanno cercato rifugio nei bar, ma la sostanza si è diffusa anche all’interno dei locali, rendendo impossibile respirare. Le forze dell’ordine e il 118 sono intervenuti rapidamente, fortunatamente senza conseguenze gravi. Sulle strade, come documentato dai video dei residenti, restano  bicchieri di plastica, bottiglie vuote e sporcizia. Secondo il Comitato del centro storico, le ordinanze comunali vengono sistematicamente aggirate e le responsabilità risalgono da lontano, da quando l’amministrazione precedente, avrebbe messo in campo una modalità di intrattenimento con troppe libertà per gli esercenti senza tenere conto delle esigenze dei cittadini.

 

 

 

 

GIUSEPPE PANINI, SVELATA LA SCULTURA PER CELEBRARE I 100 ANNI DEL MITO


Nel video l’intervista a:
– Wainer Vaccari, Scultore
– Christian Storci, Patron Modena Volley
– Antonio Panini, Figlio di Giuseppe Panini

100 anni di storia e di passione imprenditoriale si materializzano in una scultura che celebra Giuseppe Panini, l’uomo che ha trasformato un’idea in un’icona mondiale. Al PalaPanini, è stata svelata l’opera dello scultore Wainer Vaccari che restituisce il volto del “Commendatore” tra il solenne e il sornione, tra la mente brillante dell’imprenditore e la curiosità dell’uomo. Ogni dettaglio della scultura vuole raccontare l’intensità e l’umanità di un uomo che ha saputo coniugare talento, visione e passione per lo sport. La cerimonia ha raccolto familiari, amici e cittadini attorno a un mito modenese, testimone di un’eredità culturale e imprenditoriale che ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo dell’editoria, ma anche nello sport: Giuseppe Panini fu infatti tra i grandi sostenitori della pallavolo a Modena, contribuendo a dare vita e fama a un progetto sportivo che ha reso la città un punto di riferimento internazionale.

 

EMERGENZA ABITATIVA, APERTO IL BANDO PER GLI UFFICI SFITTI


Nel video l’intervista a:
– Carla Ferrari, Assessora all’Urbanistica
– Francesca Maletti, Vicesindaca e Assessora alle Politiche abitative

Convertire temporaneamente in abitazioni gli uffici sfitti, con il duplice obiettivo di dare risposta ai bisogni abitativi delle persone che non riescono a trovare casa e di riqualificare e far rivivere aree a rischio degrado. È disponibile online l’avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse per la trasformazione per dieci anni degli uffici. Con le domande pervenute verrà creato un albo, gestito dal Comune, che si farà garante dei nuovi alloggi così ottenuti a prezzi calmierati rispetto alla media del mercato. Il Comune si assumerà gli oneri, garantendo il pagamento dell’affitto e delle spese condominiali. Ai proprietari spetteranno le spese per eventuali opere di adeguamento, come ad esempio le tramezzature interne. L’operazione vuole lenire l’emergenza abitativa, che si fa sempre più difficile. A fine 2024 il Comune doveva rispondere a oltre 2mila domande in graduatoria, ma il numero sta aumentando.

 

CASTELFRANCO EMILIA, INAUGURATO IL NUOVO EMPORIO DEL CASEIFICIO REGGIANI


Nel video l’intervista a:
– Teresa Menghini, Titolare Caseificio Reggiani
– Roberto Reggiani, Titolare Caseificio Reggiani
– Alessandro Salvioli, Vicesindaco di Castelfranco

 

Taglio del nastro nel centralissimo Corso Martiri per il nuovo emporio del Caseificio Reggiani. Non solo un’attività commerciale, ma un vero e proprio punto di riferimento per il cuore di Castelfranco Emilia. Sabato pomeriggio l’inaugurazione dei nuovi spazi fortemente voluti da Teresa Menghini per dare risposta ai bisogni della popolazione. Il caseificio aveva già un punto vendita in Corso Martiri, ma ora si è trasferito in locali più ampi, offrendo ai cittadini una più vasta scelta di prodotti. Al centro dell’offerta, restano gli alimenti di altissima qualità del caseificio Bio Reggiani: prodotti caseari freschi ogni giorno. Alla presenza delle autorità e di tanti cittadini il Caseificio Reggiani, che conta altri due punti vendita, ha aggiunto così un nuovo tassello alla propria attività, fatta di storia, tradizione e passione. Dopo il taglio del nastro, la popolazione di Castelfranco ha celebrato l’attività assistendo all’apertura di una forma intera di Parmigiano e attraverso sfiziose degustazioni

 

ALEX BONUCCHI, MORTO IN ALGERIA: CONDANNATI I RESPONSABILI DELL’HOTEL


Nel video l’intervista a Barbara Degli Esposti, Mamma di Alex Bonucchi

Dopo anni di attesa e dolore, arriva la svolta nel caso di Alex Bonucchi, il 25enne di Nonantola morto folgorato il 4 gennaio 2021 nella piscina di un hotel in Algeria, dove si trovava per lavoro. La Corte d’Appello della capitale algerina ha riconosciuto la società che gestisce la struttura colpevole come persona giuridica, condannandola a una multa e a un risarcimento ai genitori della vittima. Come riportato dall’ANSA, la società è stata multata di 200.000 dinari, circa 1.300 euro, e dovrà risarcire i genitori di Alex, Barbara Degli Esposti e Claudio Bonucchi, con 8 milioni di dinari, pari a poco più di 53.000 euro. Una sentenza che arriva dopo un lungo percorso: in primo grado il rappresentante dell’hotel era stato assolto, ma la Corte Suprema aveva annullato quella decisione, ordinando un nuovo processo. Stavolta la giustizia ha riconosciuto le responsabilità, offrendo ai genitori di Alex un segnale concreto dopo anni di attesa. La battaglia, però, non si ferma qui. La madre del ragazzo continua a chiedere che vengano restituiti gli organi trattenuti dalle autorità algerine: un cuore e un polmone che considera parte viva del figlio, e della memoria che da cinque anni difende con ostinazione e amore.

 

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