Al netto di nuovi arrivi ed assunzioni e dei pensionamenti, in molti casi aumentati per effetto di quota cento e la mancanza di turn over bloccato per 8 anni nella pubblica amministrazione la coperta del personale in servizio anche nelle forze di polizia, rispetto al fabbisogno di legge rimane corta. Dagli ultimi dati diffusi dal governo e ripresi dal sindaco in risposta ad interrogazioni presentate in consiglio comunale i Carabinieri di Modena divisi nel solo capoluogo in comando provinciale, compagnia e tre stazioni, registra una carenza del 15 che sale al 19% nel corpo della guardia di finanza in ambito proviciale. Carenza di personale ancora più evidente nella polizia penitenzia. Con 216 operatori in servizio a fronte dei 257 previsti. Il problema è più strutturale per la questura di Modena , intorno alla quele gravitano i commissariati delle provincia. Qui il nodo è legato non tanto alla carenza di personale che numericamente è allineato ai 350 ad una pianta organica definita nell’89 in tempi lontani anni luce rispetto alle esigenze imposte dal cambiamento della società, e dell’esigenze di sicurezza attuali, oltre che di funzioni. Basti pensare che in questura si gestiscono tutte le pratiche relative all’immigrazione. E per questo che dopo anni di richieste ieri sera il sindaco di Modena, in risposta ad una interrogazione del gruppo PD sulla quale la Lega ha richiesta l’apertura del dibattito, ha dichiarato di avere scritto al nuovo ministro dell’interno per richiedere l’elevamento della questura in fascia A, che permetterebbe una pianta organica più ampia e strutturata adeguata alla richiesta di sicurezza di una realtà diventata sempre più complessa. Su questo fronte gli appelli della politica negli anni sono rimasti lettera morta.

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