Sembra finalmente diradarsi la nebbia all’orizzonte, il Modena ha scelto il suo nuovo allenatore. A decidere tutto è stato l’incontro di ieri tra la dirigenza canarina e Daniele Galloppa, che già nei giorni scorsi era stato accostato con forza ai gialloblu e sarà, salvo sorprese, la scelta definitiva per provare ad aprire un nuovo corso sulla panchina del Modena. Fresco Campione d’Italia con la Fiorentina Primavera, guidata al trionfo tricolore dopo ben quarantatré anni, Galloppa si appresta dunque a tornare sotto la Ghirlandina a dieci anni esatti dall’ultima esperienza, non in panchina ma in campo: nella stagione 2015/16, il futuro tecnico canarino vestì infatti i colori gialloblu per metà campionato, arrivando da svincolato a Settembre 2015 e subendo l’ennesimo infortunio al ginocchio ad inizio 2016, che lo portò a concludere anzitempo la stagione e, solo un paio d’anni più tardi, la carriera. Galloppa dovrebbe firmare un contratto biennale con il Modena, tornando ad allenare i “grandi” dopo diverse stagioni: l’unica vera esperienza su una panchina della Prima Squadra risale infatti al 2018/19, quando chiuse con una retrocessione il campionato di Serie D con il Santarcangelo; da lì in poi, il tecnico romano ha guidato prima l’Under17 della Vis Pesaro, passando poi alla Fiorentina, con cui in tre campionati sulla panchina della Primavera ha conquistato prima la Coppa Italia e poi lo Scudetto.

Allenatore versatile dal punto di vista del modulo, visto che nel corso della propria carriera non si è legato ad un singolo schieramento ma ha saputo adattarsi ai calciatori a disposizione, Galloppa fa del calcio propositivo e decisamente offensivo il proprio credo, rispondendo alla richiesta del Modena di voler cambiare approccio rispetto a quanto visto negli ultimi campionati, quando con Bisoli e soprattutto Sottil i canarini hanno spesso fatto della fase difensiva la principale caratteristica. Vinta la concorrenza soprattutto del Cesena, club e città ai quali Galloppa è particolarmente legato, il club gialloblu ha deciso dunque di affidarsi, un po’ a sorpresa, ad uno dei tecnici emergenti di maggiore prospettiva, prendendosi però un rischio enorme: il pericolo principale, in una piazza esigente come Modena ed in un campionato complicato come la Serie B, è di vedere messo in dubbio fin da subito un progetto che nasce, stando a quanto detto anche dal presidente Rivetti, come triennale. Andrà evitato un remake dell’esperienza vissuta con Paolo Bianco, facendo quadrato intorno ad un tecnico giovane e che, sul lungo periodo, potrà dare soddisfazioni: un compito arduo, che Bonato e Catellani dovranno mantenere già a partire dal calciomercato, in cui ovviamente bisognerà lavorare per fornire a Galloppa uomini e calciatori ideali per la sua idea di calcio.