Nel video l’intervista a Agostino Arletti, ex fotografo Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Il cuore di Modena oggi batte per Mirella Freni. È il giorno dell’ultimo saluto per la grande voce della lirica che si è spenta nel silenzio domenica scorsa. Questa mattina la sua salma è stata portata al Teatro Comunale, che lei stessa definiva la sua seconda casa. Mirella Freni, voce purissima, soprano che insieme a Pavarotti ha reso celebre la nostra città nel mondo, torna, per l’ultima volta, là dove per poco non nacque. Raccontava infatti che sua madre, operaia alla Manifattura Tabacchi era una grande appassionata di musica e, nonostante mancassero ormai pochi giorni al parto, quel 27 febbraio dei 1935 volle a tutti i costi andare a teatro. Le doglie iniziarono sulle panchine del Comunale e riuscì ad arrivare a casa appena in tempo per dare alla luce Mirella. Nonostante si ritenesse una cittadina del mondo – e d’altra parte il mondo lo aveva girato tutto – era quasi doveroso che la città di Modena la salutasse in un luogo simbolo per la sua vita e che ha sempre tenuto vicino al cuore, anche mentre si esibiva alla Scala di Milano o sul palco di Washington. La salma è quindi stata spostata dalla casa funeraria Terracielo Funeral Home al Teatro Pavarotti, prima della partenza del corteo che la porterà in Duomo, dove si terranno i funerali, con la messa celebrata dal vescovo Monsignor Erio Castellucci. Infine, Mirella verrà portata al Cimitero di San Cataldo. Modena le dà oggi l’ultimo saluto, ricordandola come la ricorda come una bambina prodigio, che a soli dieci anni si esibì per un concorso Rai cantando “Un bel dì vedremo” tratto dalla Madama Butterfly, fino ad arrivare ad essere uno dei talenti più apprezzati della musica mondiale, insieme a Luciano Pavarotti, amico e collega che reputava un fratello. Al pari del tenorissimo, la nostra città saluta un altro un pezzo di storia illustre.

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