Casa degli orrori a Castelnuovo Rangone, dove una donna e la propria figlia sono state costrette a subire minacce e violenze per sette anni da parte di un uomo di 44 anni. Un incubo gatto di violenze fisiche, umiliazioni e un controllo ossessivo, interrotto con l’intervento dei Carabinieri della Stazione di viale Tassoni e di Castelnuovo Rangone. La donna ha trovato la forza di denunciare il convivente, che ora è gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. L’indagine è iniziata la notte di Ferragosto del 2025, quando la donna si era presentata al Pronto Soccorso per farsi refertare lesioni causate dal compagno durante l’ennesima aggressione. Gli inquirenti hanno da lì ricostruito un quadro di vessazioni che andavano avanti, secondo quanto ricostruito, almeno dal 2019. La vittima ha fornito referti medici e relazioni cliniche sulle terapie psicologiche che ha dovuto affrontare e soprattutto, è riuscita a documentare, attraverso registrazioni, anche la sofferenza patita dalla figlia minore, che più volte è intervenuta fisicamente per cercare di aiutare la madre durante le aggressioni. L’uomo è accusato di aver percosso, schiaffeggiato, minacciato e offeso la compagna, oltre ad averle preso il cellulare per controllarle i messaggi e i contatti. Ritenendo sussistente il pericolo che la sua condotta potesse reiterarsi e peggiorare, il Gip del Tribunale di Modena ha disposto l’allontanamento immediato dalla casa famigliare e dai luoghi frequentati dalle vittime mantenendo una distanza minima di almeno 1000 metri. Per garantire il rispetto delle prescrizioni, gli è stato applicato il braccialetto elettronico.