Nessuna buona notizia per Modena sul fronte dell’inquinamento atmosferico. È questo il quadro che emerge dal rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, che conferma come il nostro territorio resti tra i più esposti alle polveri sottili. Nel 2025 Modena è tra le 13 città italiane che hanno superato il limite giornaliero di PM10: sono stati registrati 40 giorni oltre la soglia consentita, fissata a 35 dalla normativa europea. Un dato che, pur migliore rispetto ad altri anni, conferma che la città resta in una zona di rischio. Il vero problema emerge però guardando ai nuovi limiti europei che entreranno in vigore dal 2030. Applicando oggi i parametri più stringenti, Modena non rispetterebbe il valore annuale previsto per il PM10, fissato a 20 microgrammi per metro cubo. Secondo le proiezioni basate sui trend degli ultimi anni, mantenendo l’attuale ritmo di riduzione, Modena rischia di arrivare a quella data con valori ancora troppo alti. Inoltre nel confronto con la regione, Modena è un caso emblematico: l’Emilia-Romagna ha ridotto il PM10 del 13% tra 2018 e 2022, ma il capoluogo fatica a rientrare nei nuovi parametri. La criticità non è solo il traffico: come tutta la Pianura Padana, anche la città della Ghirlandina risente delle emissioni agricole e zootecniche. Dall’analisi del report emerge che i miglioramenti registrati finora sono fragili e legati soprattutto a fattori meteorologici e tecnologici, più che a politiche strutturali. Per la città della Ghirlandina, come per gran parte del bacino padano, la sfida resta aperta: senza interventi più incisivi su traffico, riscaldamento domestico e attività produttive, il traguardo del 2030 appare ancora lontano.