Nel calcio post Covid, almeno finché si dovrà convivere col virus, non sarà più possibile protestare con gli arbitri. E’ una delle tante prescrizioni, sicuramente la più curiosa, prevista dalle linee guida che la Serie A si è data in vista dell’imminente ritorno in campo, previsto probabilmente per il 20 giugno, sempre che fra una settimana arrivi il via libera da parte del Governo. Con le gare a porte chiuse, nell’impianto di gioco saranno ammesse massimo 300 persone di cui solo 10 giornalisti. Nessun contatto è possibile con gli arbitri prima dell’inizio e durante la gara sarà vietato protestare e avvicinarsi a meno di 1,5 metri. Cambia anche l’arrivo allo stadio, visto che squadre e arbitri arriveranno a orari diversi e per la squadra di casa si raccomanda l’arrivo dei calciatori con le rispettive autovetture. Per gli spogliatoi la raccomandazione è quella di utilizzare più stanze libere adiacenti possibile in modo da separare titolari, portieri e riserve. Stop invece alle riprese televisive all’interno degli spogliatoi igienizzati. Le squadre entreranno in campo in frangenti diversi per evitare assembramenti. Vietate le strette di mano, la foto di squadra, non ci saranno mascotte e nemmeno i bambini che accompagnano di solito i calciatori. La Mixed zone rimarrà chiusa. La conferenza stampa sarà modello F1: domande via skype-whatsapp. Per le squadre è prevista la misura delle temperatura corporea, l’utilizzo di disinfettanti, alimenti preparati e già confezionati, bottigliette d’acqua personalizzate, l’uso di docce e spogliatoi in piccoli gruppi e con distanza minima di 2 metri. Un calcio nuovo, ma in cui vince sempre chi fa un gol più dell’avversario. Su questo non c’è Covid che tenga.

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