33 anni, tunisino. Classificato con un livello medio di radicalizzazione islamica. Potenzialmente pericoloso. Inneggiava all’Isis in carcere. Stava scontando alla casa lavoro di Castelfranco gli ultimi due anni dei 7 di carcere derivanti dalla condanna per fatti di droga. Ne aveva scontati 5 a Perugia dove era stato arrestato, e qui era scattato per lui il monitoraggio speciale nei suoi confronti. A Castelfranco dove era stato trasferito nel 2018 aveva tenuto un comportamento regolare. Tanto da guadagnarsi la possibilità di svolgere lavori all’esterno. Per due volte al mercatino solidale di Castelfranco, al sabato pomeriggio. Ma la terza volta, il 30 novembre scorso, non è rientrato. Scattano le indagini che portano da subito i poliziotti a Perugia dove l’uomo aveva una compagna dalla quale aveva avuto anche un figlio, ma la compagna è in struttura protetta e le ricerche non danno esito, lui non è lì. Tiene il telefonino ed è irrintracciabile. Ma il dispositivo mobile si accende ieri, le celle portano a Milano. Gli agenti della Digos in sole 4 ore da Modena chiudono il cerchio. L’uomo viene individuato al parco Formentano, luogo frequentato da suoi connazionali. Gli agenti lo individuano, lo bloccano, e lo portano a San Vittore. Al vaglio tutti i contatti dell’uomo a Milano per scovare eventuali collegamenti con cellule radicali. Un personaggio pericoloso come ce ne sono altri anche in provincia di Modena, monitorati per atteggiamenti estremisti.

Nel video l’intervista a Valeria Cerasale, Dirigente Digos Modena

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