Nel video l’intervista a Pietro Bertolasi, Già Presidente dell’Osservatorio Ambientale del Termovalorizzatore

L’inceneritore di Modena brucia sempre più rifiuti e sempre meno per i modenesi. A sostenerlo è il WWF Gruppo di Modena in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. A quasi un anno dall’approvazione della mozione che impegnava il Comune a chiedere la dismissione dell’impianto di via Cavazza entro il 2034, l’associazione ambientalista torna all’attacco e chiede conto degli impegni assunti dall’amministrazione. Il WWF punta il dito sui numeri ufficiali di Arpae. Nel 2025 l’inceneritore ha bruciato oltre 196 mila tonnellate di rifiuti, più dell’anno precedente. E oltre la metà, il 57 per cento, è costituita da rifiuti speciali provenienti in gran parte da fuori provincia e fuori regione. I rifiuti urbani prodotti dai modenesi e conferiti nell’impianto rappresentano invece meno di un terzo del totale. L’associazione chiede quindi di sapere quali iniziative siano state avviate per attuare i cinque impegni contenuti nella mozione, dalla richiesta formale di dismissione alla promozione dell’economia circolare. E cita gli esempi di Ravenna, Parma e Forlì, dove accordi e scelte politiche hanno già portato alla chiusura o a una forte limitazione dell’incenerimento. Intanto resta aperto il tema della salute pubblica e dell’impatto ambientale.