Le collezioni Ferrari sono in vetta alla classifica delle attrazioni più visitate in Emilia-Romagna, con numeri tre volte quelli della Basilica bizantina di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna. Di più, secondo l’Osservatorio turistico curato da Unioncamere regionale,  la rete di gallerie aziendali, collezioni private e autodromi dedicati ai bolidi su due e quattro ruote tra Piacenza e Rimini richiama ogni anno 1,8 milioni di turisti, di cui il 56% stranieri, con 1,2 milioni di presenze .Batteranno pure nel 2019 ogni precedente primato storico i due musei complementari del cavallino rampante: il Museo Ferrari di Maranello e il MEF di Modena , che stanno inanellando crescite tali da competere per afflussi con la Galleria Borghese di Roma e luoghi-simbolo come Paestum e le Cappelle Medicee: 530mila biglietti nel 2017; 540mila nel 2018 e un dato in ulteriore ascesa in questi mesi, complici le mostre tematiche che attraggono tifosi e appassionati da tutto il mondo. Per il 65% si tratta di stranieri. Nel museo Pagani, inaugurato due anni fa a San Cesario sul Panaro  le supercar Zonda e Huayra hanno richiamato quasi 20mila visitatori, il 70% dall’estero, in un solo anno. L’elenco continua con la collezione Maserati della famiglia Panini, il Museo Ferruccio Lamborghini ad Argelato, la Storia del Sic a Coriano e, attorno al circuito di Imola, il Museo Checco Costa, il Memoriale Gilles Villeneuve e le piste più famose in tutto il mondo: l’autodromo Enzo e Dino Ferrari a Imola, il Misano World Circuit Marco Simoncelli a Misano Adriatico, il Riccardo Paletti a Varano Melegari.

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