Nel video l’intervista a:
– Edda Molinari, Esule
– Sergio Vascotto, Presidente “Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia”
– Francesca Maletti, Vicesindaco di Modena
– Flavio Succi, Esule

Una corona d’alloro, un mazzo di rose rosse. Il silenzio raccolto di chi si ferma a rendere omaggio. Davanti al monumento in pietra carsica di Piazzale Natale Bruni, Modena ha scelto di rinnovare la memoria di una pagina di storia che, per troppo tempo, è rimasta ai margini del racconto pubblico. Oggi, 10 febbraio, si celebra il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità civili e militari, con la deposizione dell’omaggio floreale al monumento dedicato ai Martiri e a seguire, la celebrazione della Santa Messa. Ad aprire il momento commemorativo, il vicario generale, Mons. Giuliano Gazzetti, con la benedizione e la recita della Preghiera dell’Infoibato.

Si stima che circa 10mila italiani persero la vita e che 350mila furono costretti ad abbandonare improvvisamente le loro case in Istria e Dalmazia, lasciando terre e affetti per dirigersi prima verso Trieste, poi Venezia e infine nel resto d’Italia. Una tragedia rimasta nell’oblio per quasi sessant’anni. Fino a quando, nel 2004, con l’istituzione ufficiale del Giorno del Ricordo, l’Italia ha iniziato a restituire spazio e dignità a una memoria a lungo taciuta. Un dovere civile verso le vittime e verso chi, ancora oggi, porta il peso di quella storia.