Nel video l’intervista a Paolo Brini, Fiom-Cgil Modena

Un incontro il 29 ottobre prossimo per discutere sui prepensionamenti e un tavolo sindacale comprendenti anche le sedi di Goro e di Padova, oltre a quella di Modena, per chiedere garanzie sul futuro degli oltre 100 lavoratori, 70 nel solo impianto delle fonderie cooperative di via Zarlati. Questi i prossimi confronti tra la Fiom Cgil di Modena e la proprietà delle fonderie cooperative di Modena. Al centro di un piano di dismissione concordato con il Comune  che entro il 2020 dovrebbe vedere la chiusura dell’impianto ed il trasferimento della parte pesante della produzione  lla centrale cooperativa del gruppo a Padova. Ma è proprio qui che la Fiom CGIL ha denunciato un fatto che proccupa rispetto al futuro dei lavoratori. Al di la dell’accordo non vincolante tra comune e azienda sull’impegno a dismettere l’impianto entro il 2022. Il sindacato lamenta l’assenza di un tavolo, ufficiale trilaterale, richiesto da tempo  con sindacato, azienda e comune, per definire garanzie certe per i lavoratori.

Questanotte davanti ai cancelli del sindacato modenesi è comparso uno striscione firmato dal Fronte Veneto Skinheads con la scritta “ieri sindacalismo di trincea, oggi privilegi senza idea”. La sigla condanna l’episodio che, stando a quanto dichiarato online, non si è verificato solo nella nostra città ma in maniera estesa davanti alle sedi sindacali in tutto il territorio nazionale. Un segnale preoccupante, sostiene Fiom -Cgil, che conferma che in questo Paese ci sono gruppi che fanno riferimento ad un passato nefasto che si richiama a ideali fascisti in aperto contrasto con la Costituzione italiana.

 

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