Dopo lo sciopero dei dipendenti della Gambro-Vantive di Medolla, preoccupati per il loro futuro, a breve verrà aperto a Roma un tavolo di crisi. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia che ha contattato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La convocazione si terrà entro due, al massimo tre settimane, ha assicurato Roma, e sarà congiunta: al tavolo siederà, oltre al Ministero, la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali. Non si parla di alcun rinvio: i tempi sono necessari perché, da quanto si apprende, Regione e Ministero stanno già svolgendo interlocuzioni preliminari e intendono presentarsi all’incontro con elementi concreti. Una notizia che gli oltre 500 lavoratori di Gambro-Vantive stavano aspettando, dopo la doccia fredda data dall’annuncio della proprietà, che intende vendere lo stabilimento di via Modenese. Il futuro dello storico stabilimento, attivo dal 1962 e prima realtà del Distretto biomedicale, è legato proprio alla scadenza fissata per marzo 2026 dalla proprietà, il fondo statunitense Carlyle, entro la quale verrà definita l’eventuale vendita totale o parziale delle attività. In questo arco di tempo dipendenti, sindacati e istituzioni locali e regionali stanno intensificando le iniziative per portare al tavolo nazionale del Ministero anche i vertici del fondo americano. Dopo l’esito deludente del confronto regionale del 16 febbraio e lo sciopero del 18 febbraio, la pressione sulla proprietà resta alta per avere certezze sul mantenimento dei posti di lavoro.