Quasi una persona su due ha fatto il test per l’epatite C. Un prelievo di sangue semplice e gratuito si sta rivelando un’arma decisiva nella lotta alla malattia infettiva. L’Emilia-Romagna guida la classifica nazionale per adesione allo screening, con un tasso di copertura che ha raggiunto il 46,3% della popolazione target. Dal 2022, sono stati oltre 645mila i cittadini che hanno scelto di sottoporsi al test, contribuendo a portare alla luce più di 1.300 infezioni silenti. Il programma, rivolto ai nati tra il 1969 e il 1989, agli utenti dei servizi per le dipendenze e ai detenuti, consente di individuare precocemente il virus con un semplice prelievo effettuabile senza prescrizione medica. L’epatite C resta infatti un’infezione subdola, spesso asintomatica per anni, ma capace di provocare danni seri al fegato fino alla cirrosi e al carcinoma epatico. La diagnosi precoce è fondamentale perché consente di avviare tempestivamente terapie oggi molto efficaci. L’iniziativa si inserisce nel percorso indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che punta a eliminare l’epatite C entro il 2030.