Cala il ricorso alla cassa integrazione nel primo trimestre del 2026 in tutta l’Emilia-Romagna. Una riduzione complessiva delle ore autorizzate del 35,2%, con punte del 70% se si guarda alla provincia di Parma e del 60% a Modena. Un miglioramento che tuttavia, chiosa la Uil, che ha elaborato i dati dell’Inps, non deve indurre a facili ottimismi, perché i livelli restano ancora elevati. Nel dettaglio, la cassa integrazione ordinaria rimane comunque a 6,7 milioni di ore, mentre la straordinaria si attesta a 5,1 milioni. Bologna è la provincia con il numero maggiore di ore autorizzate, con oltre 4 milioni, mentre Modena, pur con un sensibile calo, si attesta a quasi un milione e 600mila ore, risultando quarta in regione per quantità di cassa integrazione. Secondo la Uil siamo davanti a numeri che indicano che il sistema produttivo non ha ancora superato una fase di significativa difficoltà e rimangono quindi forti preoccupazioni per la tenuta occupazionale, soprattutto in alcuni territori. Il quadro è reso ancora più complesso dai conflitti in corso e proprio per questo secondo il sindacato serve una vera politica industriale ed energetica, sia nazionale che europea. Anche a livello territoriale è necessario agire, chiosa la Uil, rilanciando il Patto per il Lavoro, per rafforzare il sistema produttivo regionale, garantire stabilità occupazionale, qualità del lavoro e redistribuzione del reddito e sicurezza.