Si stringe il cerchio sul giallo della scomparsa di Daniela Ruggi. A distanza di quasi due anni, una nuova svolta arriva dalla torre di Vitriola, dove nelle ultime settimane sono stati recuperati gran parte dei resti della 31enne. Tra questi, sarebbe stato ritrovato anche il cellulare che la giovane aveva con sé al momento della scomparsa, nel settembre del 2024. Si tratta di un elemento ritenuto cruciale dagli investigatori fin dall’inizio. Daniela non si separava mai dal telefono e il suo ritrovamento accanto ai resti rafforzerebbe l’ipotesi che la donna sia morta proprio all’interno della torre. Dopo il ritrovamento del teschio, avvenuto il primo gennaio, le operazioni coordinate dalla Procura di Modena, con il supporto dei Carabinieri e degli esperti del Labanof di Milano, hanno permesso di recuperare altri resti ossei e numerosi oggetti tra le macerie della Torre Pignone.  Tra i reperti rinvenuti anche rifiuti e tracce compatibili con la permanenza della 31enne quando era ancora in vita. Un dettaglio che si inserisce nell’ipotesi di un allontanamento volontario dopo il ricovero in ospedale e i successivi contatti con i servizi sociali. Ora il cellulare, recuperato in condizioni relativamente buone, sarebbe stato posto sotto sequestro e verrà analizzato da consulenti informatici per tentare di ricostruire gli ultimi spostamenti e le ultime ore di vita della 31enne.