Nel video l’intervista a Domenico Lanza

Giornata di lavoro alla Torre di Pignone, dove gli inquirenti stanno cercando di fare luce sulla morte di Daniela Ruggi. Nell’antica struttura di Vitriola di Montefiorino sono stati avviati questa mattina nuovi sopralluoghi da parte dei Carabinieri, alla presenza del pm Laura Galli e con l’ausilio di Vigili del fuoco e ingegneri. Lo scopo è quello di riuscire a trovare nuovi resti della donna, e anche il suo cellulare, per capire cosa abbia portato alla sua morte. Un lavoro reso complesso dallo stato della torre, parzialmente crollata e vincolata dal PUG comunale, motivo per cui non può essere abbattuta. Le modalità di ispezione sono state definite in sicurezza, soprattutto per quanto riguarda l’intero dell’edificio, dove, lo ricordiamo, lo scorso primo gennaio è stato trovato parte del teschio di Daniela, che risultava scomparsa dal settembre 2024. A Vitriola, a guardare da lontano il lavoro dei Carabinieri e dei consulenti, c’era Domenico Lanza, che conosceva Daniela. Ai nostri microfoni ha dichiarato di non sapere dell’esistenza di quella torre, né che la 32enne la frequentasse. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Il riserbo è massimo, ma da quanto trapela sembra che gli inquirenti stiano ipotizzando che Daniela sia stata uccisa e poi nascosta nella torre in un secondo momento. Ma i dubbi sono ancora molti