Il blocco degli autotrasportatori diventa una realtà: arriva lo stop al trasporto su gomma, che nel nostro Paese trasporta il 90% delle merci. Il primo a proclamare lo sciopero e ad astenersi è l’associazione di categoria Trasportounito che già da domani e fino al 25 aprile ha annunciato il fermo nazionale. A questa sigla si è aggiunta Unatras, che racchiude otto delle maggiori associazioni di autotrasporto, tra cui CNA Fita, con sede anche a Modena. Sempre domani, 20 aprile, verranno definite e comunicate alla Commissione di Garanzia le modalità di questo fermo, che si preannuncia molto importante, nel rispetto delle norme sugli scioperi che prevedono un preavviso di 25 giorni. I cinque giorni neri del trasporto su gomma saranno dal 20 al 25 maggio. Il paventato stop dei camion è stato confermato per richiamare l’attenzione su una crisi che gli autotrasportatori definiscono ormai insostenibile. Mentre un accordo sulla riapertura dello stretto di Hormuz ancora non è arrivato, il settore denuncia il costo del gasolio stabilmente oltre i 2 euro al litro e un silenzio definito “assordante” da parte del Governo, i cui interventi sono stati giudicati del tutto insufficienti rispetto alla portata della crisi. Il taglio sulle accise da 25 centesimi è stato completamente riassorbito dalla fiammata dei prezzi e da settimane rifornire i mezzi pesanti è diventato un salasso per le imprese di autotrasporto. Fare il pieno a un serbatoio da 1200 litri può costare fino a 3mila euro, quando solo a febbraio costava in media 2.150 euro. I rincari annui calcolati su un singolo camion si aggirano sui 10mila euro. Costi insostenibili per le imprese di autotrasporto che ora chiedono risposte immediate e concrete per evitare il collasso di un comparto strategico per l’economia nazionale. Alcune associazioni si sono dette contrarie al blocco: Assotir non partecipa, così come Ruote Libere.