Potrebbero essere fuggiti in autostrada, dopo il colpo, e dopo avere abbandonato l’auto usata per la fuga, passando da una rete metallica divelta ed utilizzando un’auto pronta ad aspettarli in A1. Oppure potrebbero essere fuggiti su un auto scura. Quella che gli inquirenti avrebbero individuato transitare nei pressi di via Viazza di Ramo pochi minuti dopo in cui in cui l’auto, una Alfa romeo bianca, senza targa, risultata rubata a Campobasso, e utilizzata per la fuga, era stata abbandonata.

Sono gli elementi che stanno emergendo dalle indagini con cui i Carabinieri stanno tentando di ricostruire gli spostamenti dei malviventi autori del colpo da 150.000 euro in contante e soprattutto dare loro un volto. Professionisti che avrebbero calcolato in modo meticoloso non solo il colpo ma anche il modo con cui depistare le forze dell’ordine sulle possibili vie di fuga e nascondere le tracce. Quelle che sarebbero state presenti sull’auto con la quale si sono dai alla fuga, se solo la banda le avesse cancellate ricoprendo l’auto del contenuto di un estintore. Sull’origine italiana, almeno di uno loro, fa chiarezza la frase pronunciata dall’uomo autore materiale del colpo, armato di fucile, che dopo avere minacciato la guardia che stava trasportanto il carrello con tre sacchi di denaro contante, gli ha intimato a voce di girarsi e che non gli sarebbe successo nulla se non avesse reagito. Lo stesso che ha estratto la pistola dalla fodera della guardia giurata. Che non ha reagito, salvando forse la vita sua e del suo collega, rimasto alla guida del furgone, come prevede il protocollo per salvare il salvabile. Ingranando la marcia, finendo poi la sua corsa contro una aiuola. Intanto i conteggi nella direzione dell’ipermercato e del centro commerciale fanno salire a quasi 150.000 euro l’ammontare del bottino

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