Dovrà stabilire se era capace di intendere e volere la perizia psichiatrica disposta sul giovane di 23 anni che il 29 agosto scorso ha accoltellato i genitori e la sorella minore nella villetta di via Biondo a Castelnuovo Rangone. Il deposito della relazione è stato rinviato per consentire al perito di completare gli accertamenti, che dovranno chiarire anche l’eventuale pericolosità sociale dell’indagato. Intanto la vicenda assume contorni ancora più drammatici. Lo scorso 21 dicembre è deceduta la madre del ragazzo, a pochi mesi dall’aggressione che aveva sconvolto la famiglia. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di un gesto volontario. Per fare piena luce sulle cause della morte la Procura ha disposto l’autopsia. Il decesso, secondo i primi riscontri, non sarebbe collegato alle ferite riportate nell’aggressione estiva, ma saranno gli esiti dell’esame medico legale a chiarire ogni aspetto. Il 23enne, cittadino dello Sri Lanka, era già seguito dai servizi sociali e sanitari per fragilità psichiche e l’intero nucleo familiare era inserito in un percorso di sostegno. Poche ore prima dell’aggressione si sarebbe tenuto un incontro con gli operatori. Nonostante la gravità dei fatti i genitori avevano chiesto che il figlio venisse aiutato e seguito in modo adeguato, ribadendo la necessità di un supporto concreto. Quella notte, all’interno dell’abitazione dove la famiglia viveva e lavorava come custode, il giovane aveva colpito con un’arma da taglio il padre e la madre e ferito la sorella quindicenne intervenuta in loro difesa. Arrestato con l’accusa di duplice tentato omicidio e lesioni aggravate, è tuttora al centro del procedimento giudiziario.