Continuano a diminuire le interruzioni volontarie di gravidanza, a Modena così come nel resto della nostra regione. Secondo il report curato dall’assessorato regionale per le Politiche della Salute, lo scorso anno gli aborti volontari sono stati 6874, il numero più basso mai registrato dall’inizio delle rilevazioni, nel 1980; nella provincia modenese 1118, 30 in meno rispetto all’anno precedente. Il record in negativo conferma il trend di riduzione che ha caratterizzato soprattutto il periodo 2004-2018, che ha visto una flessione percentuale complessiva del 41%, di cui il 4% soltanto nell’ultimo anno. Il fenomeno è in diminuzione sia tra le donne italiane che tra le cittadine di origine straniera, e la maggior parte delle interruzioni avviene ancora con intervento chirurgico, anche se si fa sempre più strada il ricorso al trattamento farmacologico. Resta particolarmente richiesta l’assistenza dei consultori familiari, ai quali si rivolge oltre il 70% delle donne, soprattutto straniere. Tra le cause alla base della diminuzione, rientrano la pratica dell’obiezione di coscienza – che in Emilia Romagna riguarda più della metà dei medici ostetrici-ginecologi – ed il provvedimento regionale che ha reso gratuiti i contraccettivi per alcune fasce della popolazione.

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