Mentre continua da oltre un mese lo sciopero dei lavoratori della Castelfrigo, la Regione Emilia-Romagna vuole inviare una serie di documenti alla Procura di Modena e ha già incaricato un legale per seguire la questione

Lotta senza sosta per i lavoratori in appalto della Castelfrigo, che anche questa mattina si sono riuniti nel piazzale antistante dell’azienda della lavorazione carni di Castelnuovo Rangone per ribadire ancora una volta il loro punto di vista sul licenziamento dei 127 lavoratori in appalto. Intanto qualcosa inizia a muoversi dalla Regione che ieri ha comunicato la decisione di chiamare la Procura di Modena per fare chiarezza sulla vicenda delle due cooperative carni, che dopo il recesso dell’appalto con la Castelfrigo hanno deciso di licenziare i soci lavoratori. La Giunta ha incaricato un legale e sono già stati presi contatti con la Procura modenese a cui nelle prossime ore verrà inoltrato il materiale da cui emergono forti dubbi sulla regolarità della gestione dei rapporti sociali all’interno delle due cooperative, oltre alle denunce arrivate dei sindacati e lavoratori. La regione in una nota fa sapere che la decisione di portare la questione in Procura arriva dopo l’ultimo tavolo di salvaguardia occupazionale, tenutosi a Bologna il 24 novembre scorso, durante il quale sembra che i due presidenti delle coop, la Workservice e la Ilia D.A., non hanno saputo dare alcuna risposta sull’operato delle aziende, in particolare rispetto alle procedure interne che hanno portato al cambio dei vertici e alla decisione di avviare il licenziamento di tutti i soci-lavoratori.