Due anni dopo l’incidente costato la vita a Massimo Roncaglia, l’autista dell’autobus va a processo con l’accusa di omicidio stradale. I fatti risalgono al 29 gennaio 2024, in largo Garibaldi a Modena. Erano le nove e trenta circa, quando il pensionato 77enne, appena sceso da un autobus della linea 8, rimase incastrato con un braccio nella portiera centrale del mezzo. Il bus stava ripartendo in direzione del capolinea di via Gazzotti e l’uomo venne trascinato per diversi metri, prima di finire sull’asfalto con ferite gravissime.

Roncaglia fu trasportato in ospedale, dove morì l’8 febbraio, dopo dieci giorni di agonia.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale di Modena, il conducente del bus, oggi 58enne, dichiarò di non essersi accorto di nulla e di aver continuato a guidare fino alla chiamata della centrale operativa di Seta, allertata dagli agenti.

La perizia disposta dal giudice ha accertato che il sistema anti-schiacciamento delle portiere era attivo, ma che in alcune condizioni poteva non funzionare correttamente. Se un ostacolo si trovava in posizione obliqua tra le porte, infatti, il sistema poteva non riaprire automaticamente.

Una circostanza che però non escluderebbe le responsabilità dell’autista. Per questo il giudice ha disposto il rinvio a giudizio: il processo inizierà il 14 settembre.