Un invito a disarmare le parole per disarmare i cuori. In occasione dell’inizio oggi della Quaresima, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, lancia un appello che va oltre il tempo liturgico e intercetta le tensioni del presente: digiunare non solo dal cibo, ma dalle parole che feriscono, dalle calunnie, dai pregiudizi che allontanano. Quest’anno, però, il suo richiamo assume un significato ancora più forte. La Quaresima cristiana si apre infatti in concomitanza con l’inizio del Ramadan, il nono mese del calendario islamico, durante il quale i musulmani, attraverso il digiuno, la preghiera e la carità, commemorano la prima rivelazione del Corano al profeta Maometto. Una coincidenza rara che mette in parallelo due cammini spirituali segnati dallo stesso gesto essenziale: il digiuno come disciplina del corpo e del cuore. Per Zuppi, questa sovrapposizione non è soltanto un dato di calendario, ma un segno dei tempi. Cristiani e musulmani si trovano a vivere contemporaneamente settimane di penitenza e conversione, chiamati entrambi a riscoprire la preghiera, la solidarietà con i più poveri, la lotta contro l’odio e la violenza. In un contesto internazionale segnato da guerre e diffidenze crescenti, la coincidenza tra Quaresima e Ramadan diventa così un’occasione concreta per rilanciare il dialogo e la fraternità. Il presidente della Cei insiste sulla necessità di “disarmare il linguaggio” nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei social e nel dibattito pubblico, ricordando che la pace non è un fatto geografico ma nasce da un cuore disarmato.