Nel video, Mario Paternoster, Dirigente della Squadra Mobile di Modena

Una mail che dice di pagare una multa da 120 euro entro 48 ore, per non vederla innalzata fino a 360. Costruita con una grafica verosimile, con tanto di bottone che riporta a un intero portale in cui inserire dati personali. O ancora, un’altra mail, firmata dalla Polizia Posta, che accusa di essere intrati in siti illeciti. Peccato che, se si osserva il mittente, si comprende come non sia né ufficiale, né credibile. Eppure, questi esempi dimostrano che si stanno moltiplicando i tentativi di truffa, sia online che reali e, purtroppo, a finirne vittima sono spesso gli anziani. Mercoledì abbiamo raccontato la storia di una signora che, in via Imola, ha aperto la porta di casa a due finti tecnici di Hera che poi l’hanno narcotizzata per rubarle i gioielli e i ricordi di una vita. Pochi giorni prima, un’altra anziana era caduta nella trappola di un giovane italiano che si è presentato al telefono come un poliziotto e le ha chiesto soldi per le spese processuali di un falso incidente in cui era rimasta coinvolta la figlia. Sempre più spesso i truffatori si fingono forze dell’ordine: riescono a ottenere pacchetti dati da società di servizi contenenti numeri di telefono e, andando per tentativi, aspettano che a rispondere dall’altra parte ci sia un anziano. Da lì, l’avvio della truffa forte dell’angoscia suscitata con una storia totalmente inventata. La Polizia rimarca come ogni caso sospetto vada subito denunciato.