Nel video l’intervista a Matteo Tiezzi, Presidente della Fondazione di Modena

807 bonifici in uscita per un totale di 1.162.810 euro. È questo l’ingente ammanco che un dipendente infedele ha sottratto dalle casse della Fondazione di Modena, secondo quanto emerso dalla verifica interna affidata a KPMG. Un’operazione di analisi imponente, che ha passato al setaccio oltre 10mila operazioni finanziarie, sedici conti correnti, 5 carte di pagamento e cassa contanti e che ha permesso di ricostruire un sistema di distrazioni sviluppatosi nell’arco di circa 6 anni, dal gennaio 2019 all’ottobre 2025. Dalle verifiche è emerso che l’attività illecita ha subito un’accelerazione significativa nel 2024 e nel 2025, fino all’ultima operazione, datata 13 ottobre 2025, alla vigilia della sospensione dal lavoro dell’indagato. Ma al di là del profilo penale individuale, che sarà accertato dalla magistratura, questa vicenda pone un tema centrale ed inevitabile: quello delle responsabilità legate all’inadeguatezza dei controlli interni. Anche in assenza di responsabilità dirette, la domanda che lascia aperti molti interrogativi è come sia stato possibile per il dipendente, sottrarre somme così rilevanti senza che nessuno all’interno dell’ente stesso se ne accorgesse peraltro in un lasso di tempo particolarmente significativo ? Ed allora che cosa non ha funzionato? I controlli erano adeguati?  Ma allora esiste una responsabilità oggettiva per omesso o inadeguato controllo? E’ corretto fare un passo indietro da parte dei vertici per rispetto alla città e alla finalità di interesse pubblico che ha l’ente stesso?