Nel video l’intervista a Sabino Pelosi, Medico Legale

Nessuno scavo, ma un sopralluogo finalizzato a valutare la messa in sicurezza dell’area. I Carabinieri di Modena nel primo pomeriggio sono tornati a Vitriola di Montefiorino, nei pressi della torre diroccata dove lo scorso 1° gennaio sono stati rinvenuti i resti di Daniela Ruggi. Ricerche serrate che proseguiranno nei prossimi giorni, con interventi mirati, per capire se tra le macerie siano ancora presenti altri elementi ossei utili al proseguimento delle indagini. Il ritrovamento del teschio, pur essendo stato fondamentale per l’identificazione, apre ancora molti interrogativi sulle circostanze della morte. Ed è anche per questo che essendo la torre in condizioni estremamente precarie la priorità resta la messa in sicurezza dell’area circostante prima di qualsiasi scavo. Dal punto di vista della medicina legale, quando viene ritrovato solo un teschio le possibilità di accertamento sono limitate. In assenza degli organi interni, le cause di morte naturale possono essere escluse solo in via indiretta. Fondamentale resta anche lo studio del terreno e delle macerie, che potrebbe fornire elementi utili per ricostruire cosa sia accaduto.