Si sono chiuse nei giorni scorsi le indagini a carico di una maestra di una scuola di Campogalliano, accusata di abuso di mezzi di correzione e maltrattamenti. I fatti contestati risalgono a gennaio del 2024 e, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbero protratti per circa un anno, fino allo scorso febbraio.
L’inchiesta è partita dalle segnalazioni di alcuni genitori, preoccupati per quanto sarebbe accaduto in classe, segnalazioni poi formalizzate anche dalla direzione scolastica. Da qui l’avvio degli accertamenti da parte della magistratura, che ha raccolto testimonianze e ricostruito diversi episodi. Secondo l’accusa, sarebbero almeno quattro i bambini coinvolti.
Tra i fatti considerati più gravi, emerge il caso di un bambino che sarebbe stato legato alla sedia con un foulard. A un altro alunno, invece, l’insegnante avrebbe bloccato la mano al banco utilizzando dello scotch. In un ulteriore episodio, un bambino sarebbe stato messo in punizione accanto a un cestino dei rifiuti. C’è poi un’ulteriore contestazione, relativa a un presunto comportamento discriminatorio nei confronti di un alunno, giudicato razzista. La maestra, che vanta una lunga esperienza professionale e che continua a svolgere il proprio incarico, nega tutto. Assistita dall’avvocato Valentina Mazzaccurati, ha chiesto lei stessa di essere interrogata, per fornire la propria versione dei fatti. Secondo la difesa, le accuse sarebbero basate su racconti indiretti, senza riscontri oggettivi o prove certe. Una vicenda complessa e particolarmente delicata, che ha generato un clima di forte tensione all’interno della scuola e che ora sarà valutata dalla magistratura, chiamata a fare piena chiarezza sulle responsabilità e sull’effettiva portata dei comportamenti contestati.







































