Per la Chiesa, il 2 febbraio, giorno della Candelora, ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria, quaranta giorni dopo il Natale. A Modena, come in molte altre città italiane, è anche il giorno in cui si benedicono ceri e candele: simboli di luce, protezione e rinnovamento. In alcune case, è anche il momento in cui si salutano definitivamente albero e addobbi natalizi. Ma la Candelora è soprattutto una data che guarda al cielo. Da secoli, infatti, questa giornata è legata al meteo e alla durata dell’inverno. Non a caso, attorno al 2 febbraio sono nati decine di proverbi, tramandati di generazioni in generazioni. Un modo semplice, quasi poetico, con cui i contadini cercavano di prevedere l’arrivo della primavera, osservando il tempo di un solo giorno. E i detti non si fermano all’Italia. In Germania c’è il tasso che, se vede il sole, torna nella tana. Negli Stati Uniti è la marmotta a decretare altre settimane di freddo. Segni diversi, stessa speranza: capire se l’inverno sta davvero lasciando spazio alla bella stagione.
Oggi la scienza sorride a queste credenze, ma i proverbi resistono.
Perché la Candelora, più che una previsione meteo, resta un rito collettivo: un giorno di passaggio, in cui si accende una candela e si aspetta, con un pizzico di fiducia, che la luce torni ad allungare le giornate.