Nel video l’intervista a Roberto Rinaldi, Coordinatore UIL di Modena e Reggio Emilia
A una prima occhiata, la situazione di Modena e Provincia sotto il profilo della cassa integrazione, appare in lieve miglioramento. Ma basta guardare meglio i dati elaborati e diffusi dal Centro Studi Uil per capire che ci sono elementi di forte preoccupazione. Nell’ultimo anno, le ore complessivamente autorizzate calano del 2,4% rispetto al 2024, attestandosi a 12 milioni e 800mila; dato che fa di Modena la seconda provincia in regione, dietro solo a Bologna. Da una parte, cala la cassa integrazione ordinaria, mentre quasi raddoppia, attestandosi al +96,8%, quella straordinaria. Ed è qui che secondo la UIL i dati evidenziano difficoltà profonde, soprattutto in settori chiave dell’economia modenese. Il biomedicale soffre ancora di crisi irrisolte, sottolinea la Uil, la moda vede il dumping di India e Cina, e pure la meccanica non riesce a ripartire. La sigla ha avviato tavoli territoriali, ma chiede anche al Governo un vero e proprio piano industriale che ancora non c’è.







































