Nel video le interviste a:

  • Massimo Bussandri, Segretario Generale della CGIL Emilia-Romagna
  • Giuliano Guietti, Presidente di Ires Er

Lavoro instabile, salari insufficienti e costo della vita in aumento sono le principali fragilità che attraversano l’Emilia-Romagna. Anche se la regione si colloca al di sopra della media nazionale, negli ultimi anni la povertà è cresciuta e il potere d’acquisto è diminuito. A soffrire di più sono le famiglie numerose, i nuclei monoparentali, le persone sole, i giovani, gli stranieri e chi vive in affitto. Anche il lavoro dipendente è sotto pressione. Anche se nel 2024 le retribuzioni medie giornaliere sono aumentate del 3,6%, nell’ultimo triennio il potere d’acquisto è diminuito di oltre il 7%. Aumentano così le condizioni di fragilità sociale, con una crescita del rischio di povertà o esclusione sociale e la quota di persone con bassa intensità lavorativa. A pesare ulteriormente è la questione abitativa: quasi il 40% della spesa familiare è assorbito dai costi della casa. L’aumento di affitti, prezzi degli immobili e mutui sta alimentando disagio abitativo e disuguaglianze.