Domenica 11 Dicembre 2016 | 12:51

30 ANNI DA CHERNOBYL, ESPERTI: EFFETTI NOCIVI CONTINUANO

Questa notte cade il trentesimo anniversario del disastro di Chernobyl, quando l'incidente alla centrale sovietica, oggi in territorio ucraino, provocò la più grande catastrofe ambientale della storia contemporanea. Gli scienziati sono chiari: non esistono ancora studi che sappiano valutare quanto ancora l'impatto avrà effetti per la salute negli anni a venire


Era la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 quando nella centrale nucleare Vladimir Lenin di Chernobyl si verificò il primo e più grande disastro ambientale e umanitario della storia contemporanea a causa di un incidente involontario. Quella notte, in seguito a un imprudente e fallito test di sicurezza, che necessitava di disattivare gli stessi meccanismi di salvaguardia della centrale, una gigantesca nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dalla struttura ricadendo prima sui territori circostanti e, nelle settimane successive, anche in nazioni lontane, Italia compresa. Parliamo, per esempio, di cesio 137 e stronzio 90, elementi radioattivi che deteriorano cuore, sangue e ossa e impiegano secoli per estinguersi. Le radiazioni, che non si vedono e non si sentono, da allora hanno raggiunto anche la Cina, seminando morte, in proporzioni ancora oggi difficilmente quantificabili, giacché alcuni tipi di tumori da radiazioni possono svilupparsi a distanza di molti anni. È dunque ancora caos sui dati ufficiali: prudenti quelli governativi e drastici quelli delle associazioni antinucleariste come Greenpeace che presenta una stima di 6 milioni di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni. Una cosa è certa – secondo i ricercatori americani della Georgia University – : gli effetti perdurano oggi e non sappiamo ancora quanto negli anni a venire.

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