Due pattuglie della Squadra Mobile entrano in un bar, poi fermano un cittadino straniero, perquisito e condotto in Questura. Siamo davanti alla stazione, uno dei punti più sensibili della città. I controlli ad alto impatto proseguono qui e negli altri punti critici della cosiddetta “zona rossa”, dall’autostazione ai parchi Novi Sad e XXII Aprile. Il dispositivo, attivo da novembre, è stato prorogato fino a maggio dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal prefetto Fabrizia Triolo. Chi lavora e vive in zona lo dice chiaramente: i controlli ci sono, si vedono e la presenza delle forze dell’ordine contribuisce a far sentire le persone più sicure. Una sicurezza invocata da tempo, dopo episodi come la molestia a una giovane donna in sedia a rotelle, in stazione e sul treno per Castelfranco, ma anche spaccio, bivacchi e furti nelle case limitrofe. Per questo le istituzioni hanno deciso di proseguire i controlli. Il primo bilancio parla di 3.593 persone identificate. Sul fronte dell’illegalità, 17 gli stranieri irregolari fermati, 8 gli arresti e 37 le denunce. Cittadini e commercianti auspicano che l’attività continui e l’attenzione resti alta.

ZONE ROSSE, CONTROLLI MIRATI IN STAZIONE. LA PROROGA SODDISFA
Le aree più critiche della città restano sotto sorveglianza per altri tre mesi. È la “zona rossa”, che comprende la stazione dei treni, dove questa mattina la Polizia di Stato ha effettuato controlli ad alto impatto. Secondo i cittadini fanno sentire la zona più sicura.






































