Nel video, l’intervista a Mario Paternoster, Comandante Squadra Mobile Questura di Modena
Avrebbe agito non una ma ben tre volte, prendendo di mira donne sole, 50enni, in luoghi appartati. Un cittadino italiano di 20 anni, già in carcere per lo stupro dello scorso 19 agosto ai laghetti di Sant’Anna, è ora ritenuto responsabile anche di altri due tentativi di violenza sessuale, avvenuti nei mesi precedenti. Il primo risale al 12 febbraio, nel parcheggio di una palestra a Castelfranco Emilia: la vittima, una donna di 55 anni, è stata aggredita alle spalle, buttata a terra e trascinata verso un fossato. L’arrivo di un’auto aveva messo in fuga l’aggressore. Il secondo, inizialmente rimasto sotto silenzio, risale al 23 maggio, ancora una volta ai laghetti: la donna, una 60enne, ha raccontato di essere stata seguita da un giovane travisato su una bicicletta blu, minacciata con una pistola e trascinata anche in quel caso nella vegetazione. Solo la sua prontezza le ha permesso di liberarsi e scappare. Un vero e proprio “pattern seriale” quello ricostruito dalle indagini della Polizia di Stato, che ha dato esecuzione a una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 20enne. Dopo il primo arresto, durante una perquisizione, la Polizia avrebbe sequestrato gli oggetti compatibili con quelli descritti dalle vittime. L’analisi tecnica e gli accertamenti antropometrici avrebbero consolidato i gravi indizi a carico del giovane. Le indagini proseguono per accertare se vi siano altri episodi collegati.







































