12 anni di reclusione, è la condanna inflitta dai giudici del Tribunale per i minori di Bologna nei confronti del giovane tunisino accusato dell’aggressione di Tabina di Magreta, ai danni di una donna di 66 anni. Oggi si è svolta l’udienza finale del processo con rito abbreviato. La violenta aggressione a sfondo sessuale risale al 15 aprile dello scorso anno, quando il ragazzo, 17ennne all’epoca dei fatti, si era allontanato in bicicletta dalla comunità di accoglienza “Orione 80”, dove era ospite e aveva aggredito la vittima mentre faceva jogging sulla pista ciclabile di via Tomaselli. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’aveva afferrata stringendole il collo con il braccio e colpita con violenza, per poi trascinarla in un canale a bordo strada. Lì, stando alle indagini, l’avrebbe immobilizzata e costretta a subire atti sessuali, aggravati dalla condizione isolata del luogo e dall’età della vittima. La 66enne era riuscita con le sue urla a richiamare l’attenzione di alcuni passanti che avevano allertato i Carabinieri. Scattate immediatamente le indagini fu individuato dai militari poche ore dopo l’accaduto. Gravissime le accuse a suo carico, dalla violenza sessuale, al tentato omicidio e alla rapina. Sottoposto ad una perizia psichiatrica, l’accertamento ha evidenziato che al momento del fatto aveva una capacità di volere ridotta, ma che era comunque in grado di comprendere quello che stava facendo. Circostanza che ha influito sulle attenuanti riconosciute dai giudici. Durante l’udienza di oggi è stata respinta, invece, la richiesta di applicare misure alternative al carcere. Il giovane rimarrà dunque in cella. Parallelamente, è in corso un procedimento civile, avviato dall’avvocato della parte offesa Marco Pellegrini, per ottenere un risarcimento danni a favore della donna aggredita.

VIOLENZA TABINA, CONDANNATO A 12 ANNI IL 17ENNE RESPONSABILE
Il Tribunale per i minori di Bologna ha condannato a 12 anni di reclusione il giovane tunisino responsabile dell’aggressione a sfondo sessuale avvenuta nell’aprile scorso a Tabina. Respinta la richiesta di misure alternative: resterà in carcere





































