L’organico dei Vigili del Fuoco a Modena è sotto pressione e la situazione rischia di diventare critica. A segnalare le criticità è la Cisl Emilia Centrale, che mette in evidenza la carenza di personale e di mezzi operativi. La provincia di Modena ha chiuso il 2025 con circa 10.000 interventi, coperta da cinque distaccamenti permanenti, ma già oggi mancano una ventina di professionisti e nel 2026 andranno in pensione altri dieci operatori. Senza nuovi rimpiazzi, sottolinea la sigla, la macchina dei soccorsi rischia di incepparsi e alcune sedi, come quella di Sassuolo, potrebbero essere a rischio. Oltre al personale, il problema riguarda anche i mezzi: in tutta la provincia c’è una sola autoscala recente e una sola auto pompa serbatoio operativa, strumenti fondamentali per gestire incendi complessi. Inoltre, la sigla evidenzia come la formazione delle nuove reclute richieda tempo, mentre la questione abitativa per i pompieri in servizio renda ancora più difficile garantire la piena operatività. Un’altra problematica da non sottovalutare per la Cisl è quella dell’esposizione agli Pfas, sostanze chimiche presenti nei materiali ignifughi e nelle schiume antincendio, sospettate di provocare patologie tumorali. Il sindacato sottolinea l’urgenza di interventi strutturali e di risposte concrete, sia per rafforzare l’organico sia per garantire sicurezza e salute ai Vigili del Fuoco.