Il GUP del Tribunale per i minori di Bologna ha stabilito una condanna di 14 anni e 8 mesi per il giovane accusato di aver ucciso a colpi di pistola il coetaneo sedicenne Giuseppe Balboni. Una pena lieve, secondo i familiari della vittima

Condannato a 14 anni e 8 mesi di carcere per aver ucciso con due colpi di pistola al volto Giuseppe Balboni. Questa la sentenza stabilita ieri per il “baby killer”, sotto processo per il delitto consumatosi nel settembre dell’anno scorso a Castello di Serravalle, nel bolognese. Il ragazzo allora aveva 16 anni, la stessa età della vittima, che viveva a Zocca. La sentenza è stata pronunciata dal GUP Luigi Martello del Tribunale per i minorenni di Bologna. La pm Alessandra Serra aveva chiesto 18 anni nel rito abbreviato, per occultamento di cadavere e omicidio aggravato da futili motivi e dalla minore età della vittima, ma non dalla premeditazione. L’atto estremo, stando alla ricostruzione, è scaturito al culmine di una lite per una questione di soldi. Dopo aver ucciso l’amico con la pistola del padre, il giovane assassino ha nascosto il cadavere in un pozzo adiacente alla sua casa. Balboni è stato trovato il 25 settembre. Risultava scomparso da otto giorni. Dopo il ritrovamento, il coetaneo ha confessato tutto ai carabinieri e da allora è rinchiuso nel carcere minorile del Pratello. Per la famiglia Balboni, la sentenza è troppo lieve e attraverso i legali ha sostenuto di attendere “con ansia le motivazioni del GUP per cercare di capire come si è arrivati a questa pena, a fronte delle accuse di omicidio aggravato, occultamento di cadavere e spaccio di stupefacenti”.

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