Dopo un mese in rianimazione e 16 giorni al Centro grandi ustioni di Parma è tornato finalmente a casa il giovane studente rimasto coinvolto lo scorso 5 dicembre nell’esplosione in via Blasia. Intanto sul caso, è stata aperta un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo

Può nutrirsi da solo e anche camminare il 19enne rimasto ustionato nello scoppio avvenuto in via Blasia. Era la mattina del cinque dicembre quando un’esplosione violentissima, partita dal secondo piano della palazzina di proprietà della comunità ebraica, mise in allerta il centro storico di Modena. I primi ad arrivare sul posto furono i poliziotti, che facendosi largo tra le macerie raggiunsero il ragazzo, uno studente di ingegneria originario provincia di Torino, e lo affidarono ai sanitari del 118. Sin da subito le sue condizioni apparvero critiche, e fu immediatamente trasportato con l’elisoccorso all’Ospedale Maggiore di Parma a causa delle gravi ustioni riportate sul 90% del corpo. Ora dopo un mese in Rianimazione e 16 giorni al Centro grandi ustioni, è stato finalmente dimesso e dovrà svolgere un lungo percorso di riabilitazione e di cure specifiche. Intanto sull’episodio è stata aperta un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo, restano ancora da stabilire sia la fonte, che la causa dell’esplosione, e cioè se tutto è partito dalla caldaia o dai fornelli della cucina. L’unica cosa certa è che pochi giorni prima nell’appartamento del giovane studente, l’arredamento era stato tutto rinnovato compreso gli impianti di cucina e caldaia.