Un anno difficile quello descritto dal sindacato USB relativa all’azienda di trasporto pubblico Seta. Tra vertenze, scioperi e cambi al vertice, la sigla questa mattina ha presentato il bilancio del 2018 e le richieste dei cittadini per migliorare il servizio

Lavoratori inascoltati, orari massacranti, scarsa manutenzione dei mezzi, poi il cambio della presidenza, che ha acceso una speranza che per ora rimane tale. Si potrebbe riassumere così il 2018 descritto dal sindacato USB in merito alle condizioni di Seta. Un anno caratterizzato da scioperi contro gli straordinari obbligatori e la mancanza di armonizzazione contrattuale nei tre bacini gestiti da Seta, ma anche dalla scadenza dei mandati di Vanni Bulgarelli e di Roberto Badalotti, cui è sopraggiunto Andrea Cattabriga. Un cambio di gestione che ha fatto sperare la sigla  in un cambiamento concreto che, però, sostiene la sigla, non è ancora arrivato. Nella conferenza indetta questa mattina per fare il quadro dell’anno che sta terminando, è stata presentata una piattaforma, depositata al protocollo di Seta, che racchiude le richieste dei cittadini in merito al miglioramento del servizio.

Nel video l’intervista a Sebastiano Taumaturgo, USB Lavoro privato Modena

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