A seguito della sentenza in primo grado del processo Aemilia, sono scattate le manette per 15 dei condannati con le pene più alte per associazione mafiosa. Ieri sera i Carabinieri di Modena hanno proceduto a condurne sei al carcere di Sant’Anna

Dopo la storica sentenza in primo grado nel maxiprocesso Aemilia, ieri sera è scattata la disposizione di cattura, da parte dei pm, di 15 condannati per associazione mafiosa. Sei di questi sono stati condotti al carcere di Modena. Si tratta dei fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, Carmine Belfiore, Luigi e Antonio Muto, Eugenio Sergio e Graziano Schirone. La disposizione prevedeva l’arresto di un ulteriore imputato, il tunisino Moncef Baachaoui condannato a 19 anni di carcere, ma risulta latitante, insieme alla sorella Karima, anche lei coinvolta nel processo. Un elenco di nomi per cui le manette sono scattate subito dopo la sentenza del rito ordinario di ieri, poiché ritenuti intranei al concorso criminale e non solo: continuavano a intrattenere rapporti di stampo mafioso anche durante il processo. Per questo motivo a inizio ottobre, i pm aveva disposto che in caso di condanna, sarebbero scattate le manette. I Carabinieri di Modena, così com’è accaduto all’alba della sentenza del rito abbreviato, hanno tratto in arresto i condannati nella serata di ieri. Un altro passo nel maxiprocesso Aemilia, che ieri è arrivato a un momento importante, con la condanna in primo grado di 125 dei 148 imputati alla sbarra. Si ricorda che tra questi le condanne sono arrivate anche a noti modenesi, come ai coniugi Augusto Bianchini e Bruna Braga, al figlio Alessandro, a Gino Gibertini e a Michele Bolognino, considerato “capobastone” della Bassa, che ai 20 anni e 7 mesi di condanna nel rito ordinario, deve aggiungere i 17 anni e 4 mesi del rito abbreviato.

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