Stop all’espansione edilizia. Il Comune recependo la direttiva regionale va verso la limitazione del consumo di suolo fermando i nuovi cantieri. Immancabile l’opposizione dei costruttori

È approdato in Consiglio il nuovo avviso urbanistico del Comune che, seguendo le direttive regionali, va verso lo stop all’espansione edile e al consumo di suolo.  Cosa dice l’avviso?  In estrema sintesi, i progetti urbanistici più datati o con un iter già molto avanzato, potranno procedere verso l’accantieramento. Alcuni esempi sono il molto discusso comparto Vaciglio, l’ex Benfra, l’ex Vinacce e l’ex Corni. Progetti più recenti che prevedono invece nuove edificazioni su suolo vergine, verranno fermati per dare priorità a piani volti a recuperare costruzioni già esistenti. Spariscono così dalla programmazione una sessantina di aree, tra cui il progetto in via Aristotele, via Forlì e San Cataldo. Si va in buona sostanza verso una riqualificazione dell’esistente e non più verso un utilizzo del suolo senza regole né rispetto dell’ambiente. Un avviso urbanistico che ovviamente non può piacere ai costruttori: numerose associazioni di categoria hanno espresso dubbi e lamentele per l’impatto che questa scelta avrà sulle imprese del settore ed anche sugli istituti di credito che hanno già finanziato  gli acquisti di terreno. In discussione anche i termini entro i quali presentare i progetti edilizi, che con la nuova normativa si riducono da 90 giorni a 70.

Nel video intervista a Anna Maria Vandelli, assessore all’edilizia e alle politiche abitative

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